Piazza Vittorio e Amara Lakhous

Le antologie su Roma, per solito, mirano a ricostruire una narrazione della città. La cui complessità spesso offre una varietà di sguardi naturale. Mai come nel caso di questa nuova raccolta che esce per la Bordeaux il caleidoscopio cerca completezza. Pur nell’accettazione di una inesauribilità. “Rome. Nome plurale di città” a cura di Giorgio de Finis e Fabio Benincasa non si accontenta, a dispetto del titolo, di offrire questa sola pluralità come numero ma come varietà. Lo fa mischiando competenze e visioni. Valerio Magrelli o Mario Perniola, Edoardo Albinati o Tomaso Montanari, Pablo Echaurren o Igiaba Scego, Francesco Careri o Massimo Lugli: le 392 pagine di questo volume offrono una grande ricchezza di voci. Abbiamo estratto dal grande vassoio di questa pluralità il racconto “A piazza Vittorio ho vissuto il futuro dell’Italia” di Amara Lakhous. Ringraziamo autore ed editore per avercene concesso il diritto, per così dire, di replica.




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Il teatro di via Belsiana

Vi immaginate se non l’avete vissuta e vista la Roma del beat? Senza fare sforzi titanici o storiografiche ecco un libro che ricrea quelle atmosfere. Lo ha scritto Claudio Pescetelli per Zona editore: “Roma Beat. I duemila giorni che cambiarono la città eterna”. Abbiamo scelto per voi l’esperienza del Teatro di via Belsiana con i Volonté protagonisti (nella foto Claudio, il fratello meno noto).





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Getta il cuore a terra

Il re di cuori è a terra in un percorso di running di Villa Torlonia. Il king del mazzo francese, esiliato sul vialetto polveroso aspetta di venire riabilitato in un mazzo. Per una carta che si scarta ce n’è un set sprovvisto ma le due cose non coincidono. Condividi

Via Flaminia

L’esordio in prosa del grande poeta Valentino Zeichen, che ci ha recentemente lasciato, non abbandona la consueta e familiare via Flaminia. Uno spicchio di Roma che trova tra porta del Popolo e Valle Giulia i vertici del suo cono di luce. E di ombre. Ringraziamo autore ed editore (Fazi) per l’anticipazione da “La sumera”.





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Anzio 1962

Un’antologia sui luoghi. 20 per 20 autori. Questo il progetto di “Con gli occhi aperti” (Exorma), per la curatela (vera, presente, partecipata) di Andrea Cortellessa che annota ogni autore con un’intervista finalizzata ad orientare verso l’autore dopo la lettura. Ne diamo anticipazione con questo estratto dal racconto di Francesco Pecoraro dedicato ad Anzio.




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