Beccamose a Pellico!

Beccamose a Pellico! è il racconto a due voci di Sara Tomasselli e Linda Salviati. Pellico è il piccolo paradiso degli studenti del Mamiani. Questo è un doppio racconto personale di due studentesse del Mamiani.




“Buttamose a Pellico” è una delle frasi che sento dire più spesso durante la giornata dai miei compagni di classe e, in generale, all’interno della scuola. Il motivo però di questa frequenza non è sicuramente la vista mozzafiato ne tanto meno la particolarità del luogo. Anzi noi per primi lo giudichiamo squallido e triste ma questo non ci impedisce di “beccarci” lì tutti i giorni.

Pellico è una piccola strada vicino al liceo Mamiani con lo stretto necessario per farti passare un pomeriggio piacevole: un tabaccaio, qualche bar dove mangiare qualcosa, un bangladino per una birra e un piccolo parchetto dove chi vuole, può andare a fumare.

A qualsiasi ora del giorno puoi trovare gente: chi studia o chi si diverte. Ed è anche il luogo ideale per il preserata del sabato o per decidere che fare in seguito. Il via vai di persone e ragazzi che passano lì rendono questo posto perfetto per uno scambio di battute tra visi familiari.

Molte delle persone che lo frequentano lo definirebbero una seconda casa, non tanto per il tempo trascorso quanto per il fatto che proprio lì sono nate amicizie e relazioni. “Solo chi lo frequenta spesso può capire veramente l’importanza di questo luogo e quello che c’è dietro a qualche albero e una misera strada” dice Cristiano del Mamiani che frequenta Pellico ormai da cinque anni.

Come moltissimi altri luoghi di Roma sconosciuti ai più, Via Silvio Pellico resterà per gli studenti del Mamiani un luogo di passaggio che ha caratterizzato tutti gli anni del liceo come una tappa piacevole durante la giornata.

“Calate a Pellico anche voi!”.

(Sara Tomasselli)




Dalle 7.30 di mattina fino a notte inoltrata via Silvio Peliico vede passare moltissime persone. Due bar, un bangla, qualche motorino, cinque panchine, un girello, un cinese e macchine parcheggiate, tutto questo circoscritto da uno spartitraffico alberato. Niente di particolare all’apparenza ma dietro lo sporco e le foglie per terra ci sono molte persone che vivono questa strada come una seconda casa.

Puoi chiedere a molti ragazzi ma nessuno sa dirti di preciso quando e perché ha cominciato a frequentare questo luogo. Molti vengono qui per la prima volta perché dei loro amici più grandi ce li hanno portati o, magari, semplicemente perché, abitando li vicino, una volta si sono seduti per caso a un bar e hanno fatto due chiacchiere con qualcuno. Resta il fatto che ormai da diversi anni Pellico è il luogo di ritrovo di diverse scuole di Prati, in primis del Mamiani.




“Dopo scuola mi piace un sacco ritrovarmi con i miei amici in un posto tranquillo circondato da facce amiche magari pranzando con un semplice panino e una fanta, per poi andare a farci una partita a carte e riposarci prima di tornare a casa a studiare” dice lo studente T. del Mamiani. “Pellico è un gran punto di riferimento anche per le uscite serali, ci becchiamo sempre tutti qui e poi decidiamo che fare e alla peggio se non abbiamo idee una Peroni da Liton è sempre una valida alternativa che mette d’accordo tutti” aggiunge la studentessa A.

“Pellico può essere un bel posto per quelli che quasi ci vivono ma secondo noi è solo un’insulsa strada con quattro drogati dove ci si annoia e basta, per non parlare poi dei bar squallidi e da zecche.” dice invece S. studente del Mamiani. Pareri contrastanti, già, ma resta il fatto che questo è un importante luogo di incontro, il più gettonato spazio di aggregazione in un quartiere in cui i luoghi dove noi studenti possiamo passare il nostro tempo scarseggiano sempre di più, ed è invece fondamentale salvaguardare spazi come questo che stanno cadendo nel dimenticatoio dei cittadini.

(Linda Salviati)

Questo è uno dei testi frutto del laboratorio “Incontri di giornalismo” tenuto presso la nostra sede dalla giornalista-scrittrice Francesca Bellino, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro con i licei Mamiani e Caravillani.