La mostra Forme del Paesaggio raccoglie opere di Tullio Pericoli tra 1970 e 2018. Ospitata ad Ascoli Piceno presso Palazzo dei Capitani – dal 22 marzo 2019 al 3 maggio 2020 – la mostra, a cura di Claudio Cerritelli, propone un percorso antologico intorno al tema del paesaggio con una scelta di 165 opere del maestro Tullio Pericoli.

Forme del Paesaggio è un percorso antologico intorno al tema del paesaggio con una scelta di 165 opere proposte, sala per sala, nel prestigioso palazzo rinascimentale, come un viaggio a ritroso nei quasi cinquanta anni di ricerca che l’artista ha dedicato a questo tema: a partire dalle opere più recenti si risale alle radici della pittura di Tullio Pericoli, tramite un susseguirsi di momenti analitici ed emozionali che esplorano il volto mutevole della nostra terra a partire dalla sua natura più profonda.

Il periodo iniziale si identifica nel ciclo delle “geologie” (1970-1973), costituito da immagini stratificate, sezioni materiche, strutture sismiche.
La fase successiva (1976-1983) pone in evidenza un diverso trattamento del tema paesaggistico con vedute luminose e lievi – acquerelli, chine e matite su carta-, spazi aerei che l’artista concepisce come orizzonti immaginari, memorie di alfabeti, tracce di antiche scritture.

L’esplorazione di nuove morfologie paesaggistiche si avverte in un consistente gruppo di opere (1998- 2009) che, dopo aver rappresentato lo scenario dei colli marchigiani, va progressivamente esplorando i dettagli della natura, i segni e i solchi delle terre.

Il paesaggio, dipinto per frammenti, è una mappa costruita con equilibri diversificati, rapporti instabili che l’artista coglie nella trama di stratificazioni materiche. L’esposizione documenta infine in modo ampio e articolato la stagione più recente (2010-2018) in cui Pericoli ha individuato nuove profondità del paesaggio, con continui rinnovamenti dell’esperienza pittorica.

Significativa è la sala che apre il percorso della mostra, dedicata alle opere che traggono origine dagli sconvolgimenti paesaggistici dovuti agli eventi sismici: forme dissestate, movimenti tellurici del segno e del colore, con immagini restituite in tutta la loro drammatica fragilità.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito dalle Edizioni Quodlibet.