Zerocalcare al MAXXI

Zerocalcare in mostra al MAXXI fino al 10 marzo.

© zerocalcare

Dal 10 novembre 2018 – 10 marzo 2019 ZEROCALCARE. SCAVARE FOSSATI · NUTRIRE COCCODRILLI allo Spazio Extra MAXXI. La mostra è a cura di Giulia Ferracci ed è realizzata in collaborazione con Silvia Barbagallo.

La prima mostra personale dedicata al fenomeno del fumetto italiano.
Da sempre legato alla scena underground, portavoce della generazione anni ‘90, cresciuta tra precariato e web, tra il G8 di Genova e le serie tv, Michele Rech, in arte Zerocalcare è protagonista di una grande mostra realizzata in coproduzione con Minimondi Eventi.

Il progetto, organizzato intorno a quattro nuclei tematici – Pop, Tribù, Lotte e Resistenze, Non-Reportage – ripercorre tutti gli anni del suo lavoro tra poster, un’ampia selezione di illustrazioni, copertine di dischi, tavole originali dei suoi nove libri, magliette, loghi e un lavoro site specific disegnato dall’artista per l’occasione.

POP
Pop è il primo capitolo espositivo in cui Michele Rech affresca in modo lucido i temi che riguardano la generazione nativa negli anni Ottanta cresciuta tra game boy, fumetti della Marvel, supereroi e lungometraggi della Pixar. È il ritratto di una generazione nata agiata che poco alla volta ha visto svanire i diritti conquistati dai padri. Giovani, che crescono in pieno boom economico ma che poi, progressivamente, vedono tramontare il sogno della nazione come terra promessa. In questa prima parte, il confronto con i giovani d’oggi – e la desolante constatazione che tutto sia cambiato – è ironicamente restituito attraverso la presentazione delle icone pop e alcuni fumetti cult come Pedagogia e Iggiovanidoggi, 2012, e La paura più grande, 2015. La rassegna prosegue con l’analisi dei demoni del nostro tempo: i social network, la reperibilità e la produttività. Chiudono l’affondo sul tema una serie di tavole tratte da episodi di vita quotidiana.

LOTTE E RESISTENZE
Il quadro, tanto realistico quanto disincantato della contemporaneità, specchio di una società in crisi permanente, è altrettanto presente in Lotte e Resistenze. Questa sezione include fumetti trasformati dall’artista in un playground per la formazione dello spazio pubblico e della vita civica, poster, illustrazioni realizzate a sostegno delle iniziative più diverse, fanzine autoprodotte, periodici dedicati all’approfondimento della cultura underground. Il tema affrontato nelle diverse tavole riguarda le conquiste politiche, ritrae i diversi movimenti di opposizione sociale degli ultimi anni e racconta la centralità di alcuni spazi occupati nella formazione di una cultura della differenza.

NON-REPORTAGE
Il Non – Reportage è il terzo nucleo della mostra. Un episodio rilevante è stato il G8 a Genova, 2001, che lo stesso autore considera uno spartiacque nella sua esistenza, motivo d’ispirazione per la realizzazione del suo primo fumetto pubblicato in forma anonima su Indymedia. Una parete nera è dedicata alla vicenda e accoglie tavole e poster come La memoria è un ingranaggio collettivo (La nostra storia alla sbarra), 2004, Non è finita, 2006, A.F.A.B., 2011, In ogni caso nessun rimorso, 2018. Da qui si susseguono diversi resoconti di fatti di cronaca nazionale e internazionale, desunti da esperienze personali e di viaggio. Oltre a Gaza e Iraq, l’artista si è recato a Kobane, dove i curdi della striscia resistono agli attacchi dell’ISIS e la cui storia di resistenza è stata pubblicata nel 2015 sul settimanale Internazionale e successivamente nel libro Kobane Calling.

TRIBÙ
Cuore della mostra, la sezione Tribù che attraversa tutti i temi espositivi. Una selezione di circa quaranta tavole illustrate, racconta come la verità più autentica dell’autore risieda nella cultura punk, quella che egli stesso definisce la sua “tribù”, la “famiglia di appartenenza”, la “riserva indiana”. La scena punk si compone di un organismo sociale determinato e coerente, si declina in correnti, look, generi musicali, ideologie e stili di vita tra i più diversi, come lo Straight Edge, ‘filosofia’ che rifiuta ogni tipo di droga e dipendenza, sposata dall’autore da quando aveva diciassette anni.




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