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    Un ineludibile fatto statistico

    Approfittiamo della bellezza del palazzo dell’ISTAT – l’Istituto Nazionale di Statistica – di via Balbo per anticiparvi un estratto dal romanzo per racconti “Italia” di Fabio Massimo Franceschelli in uscita (il 5 maggio) per la Del Vecchio. In un caso come nell’altro, è il caso di dire che “la statistica governa la vita della gente”.




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    Glicine

    Roma e il glicine: una piccola galleria fotografica.




    Da quando vivo a Roma (ed ho sempre vissuto in centro) non mi è mai mancata la natura. Sarà perché i parchi sono tanti o perché l’erba (‘l’erbaccia’) cresce rigogliosa e indisturbata ai piedi delle mura aureliane o nel dissesto dei marciapiedi. O sarà perché l’odore della primavera ti entra all’improvviso nelle narici sfidando lo smog. E alzi gli occhi e sulla tua testa pende una pioggia di fiori.

    I fiori che penzolano dalle mura circondanti i villini romani sono di diversa foggia e odore ma in questo post fotografico vorrei ricordare un fiore il cui nome è anche un colore. È il glicine un trionfo visivo di viola verde e blu che per semplicità definiamo ‘lilla’. Il nome scientifico è Wisteria ed è importazione dei viaggi inglesi nell’estremo Oriente – Cina (lì la chiamano zi teng, vite blu) e Giappone – del 1816 (l’esemplare più antico si trova a Londa a Kew Garden). La parola Italia glicine deriva dal greco glikis che evoca la dolcezza del suo profumo. I suoi fiori simboleggiano amicizia, longevità ma pure gli amori turbolenti di questa stagione primaverile. Per i giapponesi significano preghiera ed equilibrio.

    Ho scattato per voi delle immagini in giro per la città. Queste.




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    La decinematografizzazione capitale

    Il progetto portoghese ±MAISMENOS± nell’ambito di Forgotten Project ha effettuato nelle giornate del 19, 20 e 21 febbraio una installazione su tre cinema romani (Metropolitan, Sala Troisi e Pasquino). Le foto sono di Paolo Darra.