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    Ventotene, espresso

    “Ventotene, espresso” è il nostro titolo per questo estratto. Incredibile quanto un libro possa così involontariamente avere dovere di cittadinanza in queste pagine. Si aggiunga che il suo autore (Angelo Ferracuti), che seguiamo sin dai suoi esordi, è stato camminatore professionale (leggi “postino”) a cui ha dedicato ora questo “Andare, camminare, lavorare. L’Italia raccontata dai portalettere” (uscito per la Feltrinelli, che ringraziamo per il permesso cortese a questa riproposizione, nel 2015). Si precisi che ha sempre mantenuto una posizione molto laterale e riguardosa rispetto alle nostre lettere, senza scendere a compromessi qualitativi e di marketing. Insomma, benvenuto!




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    L’infanzia ai tempi di Provolino

    Abbiamo pubblicato su wattpad (qui) per chi ha più facilità di lettura lì tutta la prima metà di “Dammi la mano e sorridi. Una lettera famigliare” che potete leggere in toto su Amazon (qui). La pubblichiamo anche qui corredata dalle foto di Pasquale Noia (che ringraziamo per avercele mandate), fotografo appassionato e lettore del nostro sito. Dal libro è stato tratto un cortometraggio in concorso ai David di Donatello.




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    A Ponte Nomentano

    Ripubblico un testo che avevo già pubblicato anni fa su “la Repubblica”. Racconta di Città Giardino dove ho vissuto per molti anni. Parte da Ponte Nomentano.




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    La casa dal libro di Anna Foa

    Le mappe della casa di cui parla Anna Foa nel libro “Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43” (Laterza).




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    La centro-periferia di via di Panico

    In via di Panico, seguendo le tracce di un libro di Luca Canali, latinista purtroppo scomparso dopo molta “romanistica”, romanzi d’impegno e poesia. Anche per ragionare come la vexata quaestio centro vs. periferia non sia altro che un match nullo.




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    Roma città stratificata

    Roma, si sa, è una città stratificata. In questo varco nella stratificazione (un semplice aggiornamento in una stazione delle metropolitana, in realtà) l’ospedale Pertini finisce per essere molto vicino al Policlinico con tutto quello che ne consegue in termini di mancata ottimizzazione. Così è il Cimitero del Verano il particolare più chiaro rivelato nell’abisso della prima cartina. Mentre Villa Torlonia si sovrappone perfettamente ai binari della Stazione Termini, villa Ada trova una sua prosecuzione in villa Borghese.