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    Il Folk Studio

    Riprendiamo da quel ricco catalogo di ricordi vivi che è “Italian Nightclubbing” (Arcana) di Alessandra Izzo e Tiziano Tarli, il brano dedicato al Folk Studio. Per scoprire che quel buco di via Garibaldi ha tenuto a battesimo la grande musica d’autore.




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    Ceccarius

    Estraiamo da questo libro su Ceccarius (alias Giuseppe “Peppino” Ceccarelli – nella foto quello in basso a destra -, nato a Roma nel 1889 dove morì nel 1972), l’introduzione (che pubblichiamo, quasi completa, in accordo con l’editore che ringraziamo) scritta dal pronipote Giacomo Ceccarelli. Per molti Ceccarius è un nome che dice tutto. Per altri serve questa introduzione per nulla agiografica anche se si deve a una penna consanguinea e per ciò accalorata e partecipe. E il libro tutto (“Lettere e diari dal fronte e dalla prigionia (1915-1918)”) serve a completare una vicenda anche umana del Nostro. Esce per Iacobelli mettendo insieme le prose della guerra, frutto di un grande lavoro di ricerca archivistica (dei curatori Laura Biancini e Carlo Perucchetti). Un corpus meno noto di lato alla poesia e alla pubblicistica forse a molti note. Come noto è il suo ruolo di fondatore di studi romanisti e romani.




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    Anna Magnani

    Ci manca Anna Magnani. Vorremmo occuparcene tutti i giorni di questa mancanza, per renderla più lieve. Lo facciamo oggi con il capitolo finale, che ha tutto il parossismo della forza disperata ma vittoriosa della personalità di questa grande attrice romana, di un nuovo libro su di lei. Il testo che pubblichiamo, grazie alla gentilezza dell’editore Odoya, ha una intensità traspirante in tutto il volume, che si intitola “Anna Magnani. Biografia di una donna” e si deve al giovane critico Matteo Persica (prefazione di Maurizio Liverani).



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    Angela Zucconi

    Angela Zucconi è un bell’incontro per chi ama Roma e anche per chi crede nel grande valore degli intellettuali a favore della gente – del popolo si sarebbe detto anni fa con ambizioni non populiste ma con sincera speranza nella compattezza di uno stato sociale. Purtroppo si tratta di esempi non “superati” ma purtroppo spesso “insuperabili”. Ecco perché la lettura di questo “Cinquant’anni nell’utopia e il resto nell’aldilà” (edito da Castelvecchi che ringraziamo per il corposo estratto) ha un grande valore di testimonianza.




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    Giorgio Marincola

    Giorgio Marincola (a destra nella foto). Chi era costui? Lo scopriamo attraverso il bel libro di Carlo Costa e Lorenzo Teodonio appena ripubblicato da Iacobelli (grazie!) sotto il titolo già cult “Razza partigiana”. Ne anticipiamo l’inizio del quarto capitolo in cui a Roma piovono bombe tra San Lorenzo e Casal Bertone.