Boris Pahor

Arriva a Roma – per la Fiera Più libri Più Liberi a parlare del presente con lucidità e con dovere testimoniale a partire dal suo nuovo libro-incontro con dei ragazzi. Boris Pahor ha superato i 100 anni ma la fibra lucida e forte gli permette di ricordare negli anni anche Roma, una città che, timidamente, dice di non amare. […]

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Graziano Graziani

Giornalista e poeta. Studioso di teatro e conduttore radiofonico. Graziano Graziani in questa intervista si rivela soprattutto romano. Più di altri (dal punto di vista della conoscenza e della frequentazione). E meno di altri (dal punto di vista dell’oleografia e del bozzetto). Grazie (e nonostante) alla scelta di scrivere in dialetto. I suoi “I Sonetti der Corvaccio” (“La Camera Verde”) affrontano con coraggio e vincono sul canone rappresentando un poema che ha la forza di una “Spoon River” insieme universale e stracittadina. […]

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Mohamed Keita

Mohamed Keita è un fotografo ivoriano passato direttamente ma non senza burrasche e fortune dalla vita di strada all’obbiettivo. Nella mostra (a due con Flavio Scollo) in corso a Cinecittàdue (presso Cinecittàdue arte contemporanea che ringraziamo per gli estratti foto e testo dal catalogo) i suoi scatti su Roma.

Curata da Ludovico Pratesi, che di seguito lo intervista per ricostruirne la genesi artistica, la rassegna d’immagini intitolata “Da Roma a Baini. Un itinerario per immagini” e che fa parte del “Festival internazionale di fotografia di Roma” sarà visitabile a CinecittàDue Arte Contemporanea (spazio espositivo gratuito al 4 piano del Centro Commerciale) fino al 15 Novembre 2015. […]

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Marco Petrella

Conosco e apprezzo il lavoro di Marco Petrella da qualche anno. Lo presento anche a quelli di voi che ancora non lo conoscessero. Sempre partendo da Roma e lì tornando. Nel suo caso in vespa. Ma non una vespa come tutte le altre (per l’immagine di Petrella con la Bender Courtesy Ph. Rino Bianchi).
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Franco Arminio

Franco Arminio è uno scrittore che ci piace. Ci piace la sua formula “paesologa”. Ci piace il suo andare per tracce brevi. Ci piace, infine, il suo essere partito da case editrici piccole senza perdere la dimensione del suo impegno civile. Del suo non (voler) essere commerciale. Ci siamo detti: beh a Roma ci sarà pur stato no? E cosa avrà significato per lui lasciare i paesi? Come applicare la sua paesologia a Roma? Con uno slittamento dal piccolo al grande e viceversa. Perdendo il senso delle proporzioni.





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