Dao – Jonio

Sono stata in un ristorante cinese con Dylan Dog e ci siamo leccati i baffi. Non ci credete?




Dite la verità: ma se un ragazzo con cui uscite la prima sera vi porta in un ristorante cinese a voi non vi fa un po’ cheaply cheaply? Sincere eh?!
Pure giapponese non è che marchi proprio “prendi quello che vuoi, offro io!”. Si sa che ormai di giapponesi giapponesi ne saranno rimasti le dita di una mano.

Mi ricredo su Dao e su… chiamiamolo Dylandog – perché c’ha tutta una sua aria tremendona e veste a fumetto. Mi ricredo perché il mio Dylan, eroe della serata cinese in questo Dao su viale Jonio, si è dimostrato uno di buon gusto. Attento e detective dell’impossibile al punto giusto. Giuda ballerino!
Generoso e attento. Anche nel farmi sedere, proteggermi. Impossibile perché non è così di prima scelta trovare un locale cinese, se ci andrete lo vedrete, curatissimo come questo. Il luogo ideale per una cenetta romantica.

Il pane cinese non sempre mi piace ma qui era buono. Buone anche le nuvole di drago.

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Buonissimi gli involtini primavera ma ancora di più i ravioli neri, al nero di seppia ripieni di branzino (da riprovare!).

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Dylan dopo aver disviso l’entrata ha voluto prendere per sé spaghetti di soia con gamberi – per fortuna me li ha fatti assaggiare (buoni!) perché non è proprio da me uscire con ragazzi che hanno fastidio se qualcuno gli entra con la forchetta nel piatto. Senza esagerare, per carità, ma la ritrosia su sto punto mi dà ai nervi (ghhhh)!

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Io ho preso un pollo al curry. Mi sono dimenticata di fotografarlo tanto era buono.

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I piatti erano molto curati anche nella presentazione. Io volevo assaggiare tutto. E tutto sommato me ne è fregato poco di sembrare una poco nel suo. Io sono così: magari mangio zero per giorni ma se sto in un posto dove la cucina è buona mi faccio prendere dalla gola (magari poi dieta liquida per un giorno e tapis roulant!). Anzi, vi dirò, mi piacerebbe tornare e chiedere un menù degustazione (si potrà?), penso che ne valga la pena.

Ad esempio, al dolce, è stato bello dividere il set di prelibatezze preparate dal cuoco.

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Buono anche il gelato. Anche se non c’era il mio the verde.

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I giorni dopo ero curiosa e mi sono guardata sul loro sito qualcosa. Il proprietario è un cinese Shu Jiangkuo, il cuoco di Hong Kong si chiama invece Chau Chiu Ping. I camerieri sembravano fusion, italiani, cinesi e “altro/non risponde”.

Tornando al locale (bello) e alla serata devo dire che sono stata bene come non mai e che in definitiva è stato bello per una volta sentirsi protetta per una volta da un arredamento un po’ shicchettino.

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Ops, Dylan dice che convive ma lei è spesso fuori perché credo lavori in qualcosa tipo uno studio internazionale d’avvocati. Boh. Io d’internazionale ho visto la sua faccia furba. A me piacciono le facce furbe. Mi viene naturale perdonare loro tutto. E’ la mia debolezza, giuda ballerino!

Dao – Viale Jonio, 328/330, Roma – tel. 0687197573