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Dove sono gli uomini?

La crisi che apre un varco ovvero Dove sono gli uomini? Una riflessione a partire dal libro di Stefano Ciccone “Maschi in crisi? Oltre la frustrazione e il rancore” (Rosenberg&Sellier).

Provate a frequentare un qualsiasi corso (di ballo, di fotografia, di scrittura creativa e probabilmente anche di cucina), un’associazione di volontariato, una comunità religiosa o banalmente anche un ristorante o un locale da aperitivo.

La maggioranza delle donne è spesso schiacciante.
Dove sono gli uomini o meglio dove sono i “maschi” come si dice a scuola mutuando il termine dalla biologia? Chiusi in casa nella loro “crisi”?

Stefano Ciccone sociologo, politico e tra i fondatori di Maschile Plurale clicca qui https://www.maschileplurale.it (associazione nazionale nata a Roma nel 2007 che unisce uomini impegnati nella riflessione e nelle pratiche di ridefinizione dell’identità maschile in dialogo positivo con il movimento delle donne e in generale con la società) rilancia questo tema della cosiddetta “crisi maschile” ma dandone una visione tanto vasta quanto profonda.

Crisi, dicevamo, cavalcata ( a volte anche malamente) da periodici e programmi TV che danno conto di questo riflusso maschile ma scontornandolo dal resto dell’immagine.

Questa immagine è pressoché sconfinata e comprende secoli di rapporti di potere sbilanciati che hanno fatto del maschile eterosessuale la norma, la guida, la misura di tutto.

Del femminile

E del femminile e dei diversi orientamenti di genere cosa ne è stato? Le donne sono state considerate il parziale, la “costola” di questa immagine e gli uomini non eterosessuali sono stati derubricati come la devianza. Punto.

Il patriarcato non ha fatto sconti a nessuno. Potrebbe sembrare un assunto ormai già bell’e dimostrato tuttavia il libro di Ciccone è significativo per un motivo. Perché dimostra, con una miriade di esempi reali, che il patriarcato non ha fatto sconti nemmeno agli uomini eterosessuali.

Nel XX secolo il femminismo e l’antiautoritarismo e poi la cancellazione (esattamente trenta anni fa) dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno portato una lunga scia di diritti.

Ma non solo quello. Hanno anche generato un’enorme trasformazione sociale che passa attraverso, dice l’autore, un nuovo immaginario, nuove relazioni e nuovi linguaggi.

Eterosessualità agile?

Ma con quale agilità gli uomini eterosessuali si muovono in questo nuovo mondo?


Maschi in crisi? Alla fine del titolo di questo libro significante (uscito recentemente per Rosenberg&Sellier clicca qui http://www.rosenbergesellier.it/scheda-libro?aaref=1321 ) Stefano Ciccone ci mette un bel punto interrogativo e in quel segno, che fa del titolo una domanda, c’è tutta la vastità di cui dicevo prima.

Perché il sociologo va a scandagliare quasi ogni aspetto delle relazioni tra i sessi (e tra i generi) e lo fa attraverso il resoconto di esperienze di dialogo e sensibilizzazione nelle scuole, la citazione di riviste cosiddette femminili, le parole di storici, psicanalisti, giornalisti, filosofi, in definitiva una vasta schiera di pensatori (e la parola racchiude pensatori e pensatrici ma appunto la lingua come sappiamo perpetua ancora questo squilibrio a favore del maschile) nonché di associazioni dal chiaro intento revanscista nei confronti della nuova posizione femminile.

L’Italia profonda

Con tutto questo variegato materiale racconta uno spaccato d’Italia profondo.

Profondo perché va a cercare quello che c’è sotto la rabbia e la frustrazioni di uomini eterosessuali disorientati nel nuovo assetto della società che arrivano a giustificare o quantomeno produrre attenuanti per la violenza di genere, che arrivano a fondare associazioni di padri separati mossi da rancore misogino, che si sentono e si propongono come vittime di un femminismo che ancora tanti continuano a leggere come l’equivalente del maschilismo.

Siccome questa visione erronea detta ancora l’atteggiamento di molti uomini nei confronti dei movimenti delle donne c’è ancora bisogno di spiegarlo che no, non sono la stessa cosa. Come fa questo puntuale e recente articolo clicca qui https://www.bossy.it/cose-e-cosa-non-e-il-femminismo.html .

Mentalità mainstream

Ma tornando a Ciccone e al suo libro, se gli uomini eterosessuali sono prevalentemente ancora la norma e la misura di tutto ma oggi si sentono (tendenzialmente) a disagio qual è stata la moneta con cui hanno pagato il loro ruolo di “maschi” e i privilegi ad esso connessi?

Costretti dalla mentalità mainstream ad essere ancora loro i breadwinner, a fare carriera, a comprarsi la casa e la macchina, a non piangere, a “conquistare” le donne con difficoltose manovre che implicano spesso dispendio di tempo e di denaro etc.

Ma anche, costretti ad essere versioni 3.0 di questo maschio alpha e quindi uomini che “aiutano” le donne in casa e nella cura dei figli (eh sì, nel sentire comune il lavoro di cura viene ancora considerato solo facoltà delle donne!), uomini depilati e ben vestiti e via discorrendo.

Costretti a stare dentro schemi prefissati hanno scambiato il potere con la loro libertà. La preziosità di questo libro è nella sua capacità di aprire un varco, uno spiraglio di indipendenza appunto.

Se ci si sente in crisi è l’occasione giusta per sperimentare nuove opportunità. In dialogo con tutto il mondo circostante. Per liberare tutt*.




Laureata in storia a Bologna con tesi sul femminismo è ricercatrice indipendente ed esperta di studi di genere.