Il vento tra i salici

“Il vento tra i salici”, di Kenneth Grahame esce per Gallucci in un progetto d’artista di e con Valerio Berruti. Di e con perché l’inserzione dell’artista è significativa, corposa, vitale, performante. Come la traduzione di Fenoglio, riproposta, e la colonna sonora di Testa.



“Per tutta la mattina la Talpa aveva atteso di lena alla ripulitura primaverile della sua casetta. Prima con scope, poi con cenci da polvere; quindi su scale e sgabelletti e seggiole, con un pennello e un secchio d’acqua di calce; finché ebbe polvere in gola e negli occhi, e schizzi di bianco su tutto il pelo nero, e la schiena dolorante e le braccia stremate”. Inizia così “Il vento tra i salici”, nella traduzione di Beppe Fenoglio (e su questo c’è ben poco da aggiungere).




“Il vento tra i salici” è il titolo di un classico della letteratura per l’infanzia scritto da Kenneth Grahame e pubblicato per la prima volta nel 1908. Per farvi capire è come dire “Pinocchio” da noi. The bible dell’infanzia anglosassone.

Da questo testo Valerio Berruti ha germinato una nuova opera d’arte che prende vita tra le righe del racconto. Dopo aver acquistata a Londra da un antiquario un’edizione del 1917 ha realizzato sulle pagine di quella copia 71 disegni che messi in sequenza creano una videoanimazione. Ve ne proponiamo una sequenza. Questa.

All’interno del volume un cameo del compianto Gianmaria Testa che, dalle pagine del volume invita allo spirito della novità: “nuovo come un giorno che non c’era come la sera quando arriva già”. Una sorta di colonna sonora che mette malinconia.

“The Wind in the Willows” di Kenneth Grahame vale da sé una riscoperta ma l’editore Gallucci non poteva accontentarsi di questa “novità”. Il progetto di Berruti ne garantisce la scoperta più che la sola riscoperta.

Come il Topo che parla alla Talpa nel libro: “Tu sei nuova a tutto ciò, e naturalmente non puoi sapere. La riva è così affollata oggigiorno che molta gente emigra a frotte. Oh, no, mica è il solito trasloco, tutt’altro. Lontre, martin pescatori, stròlaghe, galline acquatiche, tutti costoro tutto il giorno e ogni giorno a pretender qualcosa da te – come se uno non avesse i suoi impicci cui badare!”