La foresta

La storia di Y, un ramo nel nome. La foresta è il luogo del nuovo bellissimo libro di Anne Herbauts: “Una storia grande come la mano” (Gallucci).

Anne Herbauts – che abbiamo conosciuto con “Di che colore è il vento?”, un volume che ha fatto sognare molti – qui con “Una storia grande come la mano”, nella traduzione di Alessandro Marcigliano (in originale il testo “Une histoire grande comme la main” era uscito l’anno passato per Casterman, in Belgio), si conferma il talento visivo del precedente volume.

In un’ottima sinergia di immagini e testo la Herbauts dipinge una bellezza sottile e in controluce. Al centro una foresta immaginifica al cui limitare vive Piccolo Ramo, un bambino e il suo compagno d’avventure Tigre, pigro e goloso di dolci. Insieme, i due arrivano alla casa di Nonna Corteccia, che li accoglie proprio come una nonna: con una torta e una storia. Una storia grande come la mano. La poesia s’infila tra le pennellate sempre ricche di particolari e mai noiose – talvolta matissiane -, mai concluse. E tra le righe, in una sintesi riuscita di verso a prevalere sulla prosa:

“La marea si ritirerà, tra gli alberi, in un frusciare di foglie.
I tronchi saranno neri e immobili. Il vento cadrà. Sarà il mattino.
La foresta si scrollerà di dosso i canti degli uccelli”.

Vi offriamo due tavole da cui s’intuisce il grande lavoro illustrativo della Herbauts con il dono contemporaneo della precisione e della ricchezza, doti spesso divergenti.




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