L’aspetto degli sposi contadini

L’aspetto degli sposi contadini, versi di Nanni Cagnone tratti dalla raccolta “Le cose innegabili” (Avagliano).

Il contadinello è un dipinto di Amedeo Modigliani (100×65 cm), realizzato nel 1918. Oggi l’opera è conservata alla galleria Tate Modern di Londra. © Wikipedia

L’aspetto degli sposi contadini
avanti al municipio.
Intensità della superficie
nell’unico giorno che li scuote,
fermi nel deliberato sorriso
d’abiti rimediati
trucchi improvvisati
riconciliate solitudini.
Una fotografia
da incorniciare astrattamente,
mentre li aspetta la terra grama
che non farà sconti, terra nera
piú dell’abito della sposa.

PS Spesso (non sempre) in un libro le dediche sono la parte più curiosa. Spesso (non sempre) lo sono le note biografiche. Come in questo caso.
Nanni Cagnone, nato a Carcare (Savona) nel 1939, è fra i massimi poeti del nostro paese, benché il suo nome sia noto soprattutto nell’àmbito dei lettori esigenti. È sposato con Sandra Holt ed è il padre di Benedicta Frœlich. Dal 2003, vive a Bomarzo (Viterbo).

Ribelle e appassionato dei classici, Cagnone pubblicò i primi versi nel 1954. Intraprese, senza concluderli, studi di medicina, flologia, flosofa, nelle università di Pavia, Roma, Genova e Bologna, e svolse i lavori piú disparati: giornalista, batterista jazz, impiegato in un’anagrafe comunale e in una sala corse, facchino, venditore d’elettrodomestici porta a porta, animatore di concorsi di bellezza, redattore e direttore di collana alla Lerici, redattore di “Marcatré”, responsabile di redazione di “Design Italia”, copywriter e poi direttore creativo d’agenzie di pubblicità, fondatore e direttore editoriale di Coliseum, consulente aziendale per la company image, docente d’estetica e di strategie progettuali.

Numerosi viaggi e soggiorni in Francia, Cecoslovacchia, Olanda, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Danimarca, Polonia, Svezia, Stati Uniti, Thailandia, Norvegia, Svizzera, Finlandia, Unione Sovietica, Cambogia.

Un uomo libero. Una vita inquieta, avventurosa e infne solitaria, segnata anche da ricoveri psichiatrici e frequenti vagabondaggi, e spesa sempre per le arti. Ha organizzato readings e mostre d’arte, e condotto seminari sul lavoro poetico (Corpus scripsit, Pratica della lettura, L’arto fantasma). Ha scritto testi teatrali, poesie, saggi, aforismi, romanzi e racconti. Fra le sue piú memorabili traduzioni, Agamemnon di Eschilo e The Wreck of the Deutschland di Gerald Manley Hopkins.

Ha collaborato con artisti, architetti, designers, musicisti, ha frequentato persone insigni, in Italia e all’estero, e stretto amicizia con Enzo Melandri, Fredi Chiappelli, Emilio Villa, Amelia Rosselli, Angus Fletcher, Giuseppe Pontiggia, Luigi Pareyson, Rune Christiansen, Stefano Agosti, Gabriel Magaña, Carlo Enzo, Paul Vangelisti, Mona Høvring, Paul Wühr, Harald Sæther ed altri.




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