Meglio barbone che ladro

Meglio barbone che ladro: dice il cartello.



Meglio barbone che ladro. Si riassume in questo assioma una vita disperata. All’addiaccio, senza tappetino o materassino, solo un plaid isolante: poca cosa per il freddo della notte appena passata. Su una lastra di porfido, all’alba. Davanti, come in un’ironia disperata, a una boutique del negozio giapponese che mostra due versioni di Hello Kitty in salsa romana. Il cartello è una busta dilaniata la scrittura esatta e senza gravità, quasi allegra. Come i profili del pupazzo davanti al Colosseo e al Vaticano. Come due ologrammi davanti al teatro della città.