Roberto Carvelli: “Fare quello che può far stare meglio chi sta peggio”

Che importanza ha il Baobab? Perché ospitare i transitanti è un segno di responsabilità condivisa? Ospitiamo la lettera di Roberto Carvelli rivolta a sindaca e assessora del Comune di Roma.




Gentile Sindaca, Gentile Assessora,

ho fiducia che Roma, che voi rappresentate con il vostro lavoro, si dimostri accogliente con quanti, migrati per sfuggire a condizioni sociali e salutari lontane dalla nostra immaginazione sono in transito nella città in cui viviamo.

Vi scrivo per chiedere una vostra intercessione per la difficile situazione che stanno affrontando degli stranieri fuggiti da quell’inferno per cui siamo disposti a commuoverci sui social media ma il cui dolore preferiamo condividere virtualmente solo con i nostri amici o follower.

So che essere accoglienti con il giardino degli altri è la tentazione più seducente per chi si trova a chiedere il consenso delle proprie scelte agli altri.

Ma so anche che il mondo alla fine di ogni cosa si continuerà a dividere sempre non in giardini curati e prati abbandonati ma in piante fruttuose o infruttuose.

Ecco, io spero che noi, ognuno di noi, a seconda delle nostre convinzioni e capacità ricordi che ogni scelta che compie può dare frutti o non darne affatto.

Ognuna delle scelte che fruttano è a sua volta frutto di una responsabilità che possiamo avere o no. Non basta neppure cercare di dimostrare di averla avuta, di aver provato ad averla.

E, sì, spero che oggi questa responsabilità aiuti ognuno di noi a fare quello che può far stare meglio chi sta peggio.

Confido nella vostra responsabilità come voi potete confidare nella mia.

Grazie

Roberto Carvelli