Dammi la mano e sorridi

La nostra strenna di Natale. Una lettera famigliare, nella tradizione classica del genere, dedicata da me anni fa in una forma privata a mia madre. Fu scritta nel 2005 (e letta a lei nel Natale 2007, due mesi prima che morisse) ma nel corso degli anni è diventata un testo autonomo e meno privato anche forse con una sua impudicizia. Voluta, resistente, che pesa un modo di vedere la vita e i sentimenti con coraggio e una buona dose di civismo. Di cui i sentimenti sembrerebbero naturalmente privi. E non lo sono. Si intitola “Dammi la mano e sorridi” che allude come si sa a una canzone. Nella lettera in qualche modo si parla di sentimenti ma anche dell’atto del cammimare, della malattia e della morte, attesa e disattesa. E di Roma. Qui estraiamo una parte dedicata, appunto, a Roma. Il resto lo potrete leggere qui.





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L’infanzia ai tempi di Provolino

Abbiamo pubblicato su wattpad (qui) per chi ha più facilità di lettura lì tutta la prima metà di “Dammi la mano e sorridi. Una lettera famigliare” che potete leggere in toto su Amazon (qui). La pubblichiamo anche qui corredata dalle foto di Pasquale Noia (che ringraziamo per avercele mandate), fotografo appassionato e lettore del nostro sito. Dal libro è stato tratto un cortometraggio in concorso ai David di Donatello.




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Prove tecniche di corteo

Speciale Manifestazioni. Ovvero come prepararsi alla piazza, conservarne i ricordi, non farli sbiadire. E, soprattutto, far sì che siano serviti. Care lettrici, cari lettori, ebbene sì, abbiamo pensato di costruire un percorso a favore di manifestanti. Speriamo vi sia utile. AVVERTENZE: Contiene due estratti da libri, un’intervista a Giuliano Santoro, una postilla e qualche fotografia. Non nuoce, in ogni caso, alla salute.


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