Correre all’alba a Villa Torlonia

Un manipolo di podisti si aggira alle prime luci della Nomentana nella vecchia villa del Duce. Silenziosi. Concentrati. Allungano lungo i vialetti di Villa Torlonia. Murakami Haruki in “Hashiru koto ni tsuite kataru ni boku no kataru koto” (ma sì, facciomola semplice: “L’arte di correre”, Einaudi) li avrebbe definiti in meditazione costante. Chissà quali sono Leggi di piùCorrere all’alba a Villa Torlonia[…]

Franco Arminio

Franco Arminio è uno scrittore che ci piace. Ci piace la sua formula “paesologa”. Ci piace il suo andare per tracce brevi. Ci piace, infine, il suo essere partito da case editrici piccole senza perdere la dimensione del suo impegno civile. Del suo non (voler) essere commerciale. Ci siamo detti: beh a Roma ci sarà pur stato no? E cosa avrà significato per lui lasciare i paesi? Come applicare la sua paesologia a Roma? Con uno slittamento dal piccolo al grande e viceversa. Perdendo il senso delle proporzioni.





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Calvino sulla Colonna

Immaginatevi Italo Calvino con Salvatore Settis in cima alle impalcature della Colonna di Traiano allora in restauro. Lo scrittore non può non cedere alla tentazione di scorrere le gesta dell’imperatore – rappresentato per sessanta volte – come un lungo infinito fumetto. Una specie di nastro che scorre e dipana le vicende dell’imperatore, a strisce. Era il 1981. Era un articolo per “la Repubblica” (ma io lo rileggo in quel piccolo compendio di colte curiosità raccontate con arte semplice che è “Collezione di sabbia”). […]

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Aurelio Picca: “L’Eur mi piace perché è contro Roma”

Pubblichiamo un estratto da “La Roma degli scrittori” (Laurana, che ringraziamo per averci concesso il testo), in uscita in questi giorni. Si tratta di un brano dello scambio tra la curatrice Daniela Mazzoli e lo scrittore Aurelio Picca. Le altre conversazioni sono con Paolo Di Paolo, Elio Pecora, Teresa Ciabatti, Igiaba Scego, Lorenzo Pavolini e Ugo Cornia. […]

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Via Valgia Silvilla e i refusi architettonici

Esistono strade che, nonostante tutta la buona volontà, sembrano refusi. E quella di cui parlo oggi lo è e lo è stata per me, doppiamente. […]

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11 febbraio 2013

 

Ci sono stati giorni in parte esaltanti per un cattolico. Nessuno se lo sarebbe aspettato. Alla fine, del gesto dimissionario e “debole” del papa precedente sono rimasti la simpatia che ispira l’umano – in realtà non era stato il punto forte dell’austero teologo bavarese – e, per molti, tanti legittimi sospetti che gra(va)vano sul dietro le quinte vaticane. E un modo di dire che porta ora una data di scadenza: morto un papa… Come è che finiva? […]

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