Ritratto di persona che pedala (Mauro, Antonio)

Continuiamo la carrellata di Myrice Tansini di pedalatori romani (e qui anche non). Questa volta ci spostiamo dalla Casilina a Poggio Catino e oltre.

OLTRE ROMA
di MYRICE TANSINI

Un altro ciclista è Mauro. Che ho incrociato pedalando sulla Casilina, e poi un giorno ci siamo trovati anche sul trenino, quello “dei laziali”, e abbiamo chiacchierato. Mauro fa parte del mio presente, è amico della Titubanda, e io sono amica di Marilena che suona il clarinetto in banda. L’ho incontrato anche dal mio biciclettaio di Centocelle, Caldaro, un negozio storico. Mauro cercava dei pezzi, perché le bici se le sistema da solo. Io sono oggi disoccupata e Mauro mi ha motivato ad andare in ciclofficina e, invece di spendere soldi, imparare ad aggiustarla. E così ho iniziato, a via delle Resede, ho conosciuto Nunzio, Fedra e Marco e anche Lucio. Mauro ha superato i cinquant’anni, capelli lunghi portati in una coda, e stempiato, occhiali. “Io non voglio essere ghettizzato nelle piste ciclabili, voglio andare per strada.” “La bicicletta è la felicità”. Lo capisco, in questi giorni, sono ormai mesi, che la bicicletta è la mia terapia, il bisogno di andare nel sole, nell’aria, nel blu sulla strada, pedalo la mia ansia, la mia paura, la mia rabbia, mi serve una meta, a volte mi manca.

A Poggio Catino, autunno dell’anno scorso, ho conosciuto Antonio, 26 anni, studente in ingegneria elettronica a Tor Vergata. Di Salerno, trasferitosi a Roccantica, nel cohousing di Bosco Alto, con le sue biciclette elettriche, sulle sue biciclette elettriche, visto che il trasloco lo ha fatto in bici. Stava lavorando al motore per la pedalata assistita, da azionare solo quando serve per avere una pedalata comoda anche in salita. L’estate dopo avrebbe pedalato, in tandem con una ragazza brasiliana, la distanza tra Milano e…il Kazakistan. The Sun Trip, un viaggio di 8000 km per biciclette con motore elettrico alimentato dall’energia solare. Un fenomeno.

Io devo dire che amo la bicicletta perché non ha il motore e riesco a controllarne la velocità, meno che in discesa. Della discesa ho paura. Paura di perdere il controllo. A 5 anni mi lasciai scendere con la bici senza freni, forse uno solo, per la ripida rampa che portava al garage e per la velocità mi catapultai e ribaltai fronte a terra. Taglio sanguinante, dapprima lavato con la pompa dell’acqua di un vicino, che stava pulendo la macchina e poi cucito in ospedale. Niente di ché, ma l’interpretazione paterna, forse anche la mia, fa risalire ad allora la mia paura per velocità e discese. Paura che ho riprovato sui campi da sci, sport che non sono riuscita ad apprezzare, e paura che riprovo anche oggi in sogno, su lunghe strade in discesa e io in bici senza freni.

Quasi un anno è passato da quando ho conosciuto il mio ciclista solare, Antonio turned 27. The Sun Trip, il viaggio del sole, l’ha fatto, non più con destinazione Astana, Kazakistan, ma Antalya, Turchia. Si è laureato in ingegneria elettronica e ha completato la sua bbike, un tandem a passo ridotto, con motore elettrico, costruita da sé, con i pannelli solari. La ragazza brasiliana non lo ha accompagnato, ma Antonio è stato uno dei 25 ciclisti solari, 10 le nazionalità, unico italiano, a completare il viaggio…poi ha proseguito per la Germania ed è probabile che continui per il mondo.

Myrice Tansini (sue le foto del racconto) è regista e videomaker. Ha diretto o co-diretto: “Non c’è niente da lavare” (Videoclip per gli “Ou”) 2015 , “Verde, ti voglio verde” 2012, “Resistencia Comunitaria” 2010, “La Psicoestetista” 2003, “Finestre” (scritto con Roberto Carvelli) 2001, “In Costruzione” 1999, “Neve Russa” 1997.