Palazzo della Cancelleria

Palazzo della Cancelleria e versi sul chiostro del Bramante tratti da “Il fico sulla fortezza” (fazi).



fico-fortezza-light-688x1024

Palazzo della Cancelleria, capolavoro di Bramante,
si può entrare adesso, finalmente vedrò il cortile
che non avevo mai visto, passo sotto la volta dell’atrio
e ho davanti la parete opposta
col doppio ordine di archi e quelle finestre piccole, arcuate,
in alto, soluzione geniale per alzare ancor più
e non sembrare solo gentilezza italiana
ma grandioso romano, poderosità.
Caro Bramante, che apertura, che concezione grande
e che arte! Oggi non sarebbe proprio possibile
una cosa del genere, mostrare la potenza
e la gentilezza in una sola forma,
rendere una cosa che è in sé grande e pesante
qualcosa di assolutamente immateriale,
seme vivo nella nostra mente,
qualcosa non solo di indistruttibile
ma che, come un seme, si trasforma e cresce
e niente lo ferma.
E quel rettangolo di cielo serale
ancora chiaro e paurosamente nitido
dove trascorrono le nubi,
appaiono lentamente e lentamente spariscono
intrise di luce. C’è una ragazza straniera
seduta su un gradino, ai piedi di una colonna,
foglio e matita, copia la parete di fronte
all’ingresso, ha i capelli rossi
lisci, raccolti con una coda, un viso dolce, pelle
bianca, gli archi dei sopraccigli
e la colonna del naso osservo, e le finestre degli occhi
che rispecchiano il cielo celeste, e mi vorrei sedere
anch’io, tirare fuori carta e matita e mettermi a copiare
lei, il palazzo, le nuvole,
come tornare sui banchi di scuola, umili e allegri
e magari in una pausa parlare col compagno,
dire: “che palle ‘sta cosa” e insieme sentire dentro
che cresce e ordina, crea benessere e gioia
e ci prepara per la futura forza.

Palazzo della Cancelleria (c) Wikipedia

Palazzo della Cancelleria (c) Wikipedia