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    Fiati alle periferie

    Una coppia di fiati in periferia. Una tappa nuova dell’inedito “Catalogo dei suonatori di strada”.


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    Natale a parole

    Questo che scrivi a Natale lo scrivi per sempre. Chiedi amore, preghi pace e salute per te e per altri. Soldi, case, scrivanie assistite. E amore, sempre amore, in una misura maggiore di qualsiasi altra cosa a dimostrazione che i soldi non fanno felicità. Eppure prepotenti si affacciano banconote, in mezzo alla carta stesa ad asciugare desideri verso i binari e le macchinette dei biglietti. Preghi fuori come vorresti alienare – sempre fuori – una serie di mali che pensi mortali e che sono invece stagionali anche se la stagione dura una vita. Solo una, la tua. Poca cosa nella linea del tempo. Immortale.




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    Vestire sportivo

    Vestire sportivo non è più un tema generazionale. Se lo è mai stato non lo è più. D’altro canto essere o non essere eleganti fa pendant con il carattere. E la comodità aussi. Quando riesci a sposare le due cose hai vinto. Coniugare decoro con confortevolezza è il segno di una totalizzante capacità di stare al mondo. Una cosa che a qualcuno potrebbe apparire freak o naïf – o un’altra parola poco esattamente traducibile – e invece è solo un moto del cuore.


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    Gatto rebus

    Questo “gatto rebus” sul marmo di un palazzo dice gatto e un numero. Il numero è 414 che non è neppure il numero della canzonetta. Oppure è 4/4, una frazione musicale, un tempo di battute. Di certo la pancia del gatto datato – la data dice 2016 – ha una pezzatura cifrata, un codice di accesso. Le labbra sembrano quelle di una signorina, col rossetto. Che ci fissa un po’ maliziosa prima di ripartire chissà verso quale altra avventura muraria.




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    Guido prende nota

    Guido prende nota e scrive GUIDO a stampatello e ancora e ancora. GUIDO. E poi giù una crittografia dove si ripete FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE FARFALLE. La parola FARFALLE nella sua serie infinita, FARFALLE schiacciate in lettere lì sul foglio come se avesse paura che potessero poi volare. Come se le avesse volute contare. E poi scende dalla metro.