Dal Giappone con bagliore – il Vittoriano

 

Essere nella testa di un giapponese è forse difficile tanto per un italiano quanto per un giapponese. Ma non ho prove scientifiche in merito. Ed è una considerazione davvero sommaria e particolare se è vero che questa mattina a fotografare il Vittoriano ho visto una schiera talmente multietnica da far ingrigire qualsiasi facile schematismo.
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Piazza Regina Margherita e la globalizzazione

Che ci faccio o, meglio, che ci facevo? Piazza Regina Margherita numero 27, un portone che ho varcato centinaia di volte e che forse non varcherò più. Erano qui gli uffici di un mio editore che chiuse anni fa dopo trent’anni di onorato servizio. […]

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Le ultime parole (non famose) di Gadda

Via Leonardo Blumenstihl, 19. Piano secondo. Interno 13. Questo l’ultimo indirizzo di Carlo Emilio Gadda. Uno degli scrittori più longevi (con Pier Paolo Pasolini, forse, a cui lo accomuna quanto meno l’uso dell’acronimo con triple iniziali) riguardo alla celebrazione della romanità. E nel suo caso anche (e forse più) per quello della milanesità. E per quel che concerne il racconto della nostra città è sintomatico che avvenga con un solo libro: “Quel Pasticciaccio brutto de via Merulana”. Altrettanto sintomatica e abbastanza originale, poi, la doppia riuscita interpretazione della linea Milano-Roma che solitamente discrimina gli autori facendoli appartenere a uno o l’altro dei salotti o dei caffè. Ombroso infine – e a prescindere – l’incantamento dello scrittore per il culto romano-fascista. […]

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Gli spifferi del Ghetto

E’ raro che un libro prenda più spazio di quei 10 centimetri per 18 che di solito inquadrano un tascabile (formato a cui più o meno tutti gli editori si sono adattati per le loro “novità”). Quando poi il libro sceglie un formato più grande il direttamente proporzionale diventa una legge purtroppo dolorosa (verificate le classifiche di vendita!). Eppure in questo caso ho per le mani pagine che hanno una persistenza che va al di là della debolezza strutturale della carta. Il libro di Giacoma Limentani “Trilogia” (Iacobelli), che raccoglie sotto questo titolo tre prove narrative assimilabili e già uscite separatamente, non può finire in mezzo a ricettari o romanzi-viatici per una nuova allegra o barzotta sessualità. […]

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11 febbraio 2013

 

Ci sono stati giorni in parte esaltanti per un cattolico. Nessuno se lo sarebbe aspettato. Alla fine, del gesto dimissionario e “debole” del papa precedente sono rimasti la simpatia che ispira l’umano – in realtà non era stato il punto forte dell’austero teologo bavarese – e, per molti, tanti legittimi sospetti che gra(va)vano sul dietro le quinte vaticane. E un modo di dire che porta ora una data di scadenza: morto un papa… Come è che finiva? […]

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